Ci sono inizi che non fanno rumore.
Non hanno grandi numeri, grandi strutture o raccolti da mostrare.
Hanno solo terra, semi, acqua e fiducia.
Oggi MOAB ha iniziato la sua prima coltivazione.
Il primo passo è stato dedicato alle erbe aromatiche: diverse varietà di basilico, aneto, menta, finocchietto selvatico, melissa e altre piante che accompagneranno questa fase iniziale del progetto.
Non siamo partiti da un campo aperto.
Siamo partiti da un semenzaio.
Un piccolo spazio controllato, creato per mantenere umidità e calore, due condizioni fondamentali per permettere ai semi di germogliare.
Questa prima fase rappresenta perfettamente lo spirito di MOAB: costruire lentamente, osservare, imparare, documentare ogni passaggio.
Un seme non si vede subito.
Per giorni sembra non accadere nulla.
Ma sotto la superficie inizia il lavoro più importante.
MOAB oggi è questo: una promessa sotto terra.
Domani controlleremo l’umidità del terreno e continueremo a osservare il semenzaio.
Perché prima del raccolto viene l’attesa.
E prima dell’attesa viene il coraggio di iniziare.
MOAB — Raccolto, non prodotto.
Community
Intervieni nel diario
Lascia un commento, una domanda o un’idea. Il Diario MOAB nasce anche per raccogliere osservazioni, curiosità e contributi da chi segue il progetto.
Nessun commento ancora
Puoi essere tra i primi a lasciare un pensiero, una domanda o un’idea su questo articolo.
Scrivi un commento
Partecipa al racconto